Archivio News

SARA' LA NATURA A SALVARE I DOCUMENTARI DAGLI STEREOTIPI E DAL SIMBOLISMO? 3 NEWS DAL NORD AMERICA

15.03.2019

L'UOMO DI ARAN, mitico documentario di Robert Flaherty, considerato uno dei padri del documentario, smontato nell'analisi di Sheila O'Malley su Filmcomment. Se è solo la natura, come conclude Sheila, ad essere inequivocabilmente autentica, è il documentario stesso come genere, ad essere in discussione. Che ci arriviamo attraverso Flaherty o in altro modo (per esempio discutendo le regole di Lars Von Trier), dobbiamo dircelo in faccia prima o poi. Un altro esempio di conflitto che ruota attorno alla veridicità, onestà e correttezza (quanto moralismo!) di rappresentazione della realtà è il controverso documentario LEAVING NEVERLAND su Micheal Jackson, ora al centro di accuse e azioni legali. Cito qui solo una delle news relative su [Vox](The battle over HBO s Michael Jackson documentary, LEAVING NEVERLAND, explained ""). Le altre (tutte in inglese) le trovate nella pagina in inglese delle news del sito. Il documentario come lo intendevamo un tempo è forse estinto, ma la non-fiction (termine meno compromettente) impegna sempre un sacco di autori e sperimentazioni, perchè è pur sempre quell'universo sfuggente di emozioni e sensazioni che alcuni definiscono realtà ad attrarre ogni nostra attenzione. E' aperto il bando per partecipare al DOC NYC (nov. 7-14), uno dei più importanti festival e mercati del documentario negli USA, che alla sua decima edizione è sempre in crescita. Per chi avesse un progetto già in produzione, che pensa di poter vendere oltreoceano, c'è tempo fino al 30 agosto, ma per spendere meno è meglio fare l'application entro il 22 marzo.


LO SCHERMO DELL'ARTE A VENEZIA. RASSEGNA

02.03.2019

Lo schermo dell'arte Film Festival Da mercoledì 6 a domenica 10 marzo

Per il sesto anno consecutivo, il Teatrino di Palazzo Grassi presenta una selezione di film del programma 2018 de Lo schermo dell arte Film Festival, con documentari sui protagonisti del mondo dell arte oltre a film d artista. Nato a Firenze nel 2008, il festival esplora, analizza e promuove la relazione tra arte contemporanea e cinema.

Mercoledì 6 marzo Ore 18 Self-Portrait in 23 Rounds: A chapter in David Wojnarowicz's life 1989-1991 di Marion Scemama and François Pain (2018, 70 ) Introduzione di Silvia Lucchesi, direttrice de Lo schermo dell'arte Film Festival

Giovedì 7 marzo Ore 18 Zeus Machine di Zapruder (2018, 90 ) Alla presenza degli artisti

Ore 20 Wild Relatives di Jumana Manna (2018, 69 )

Venerdì 8 marzo Ore 18 The End of Fear di Barbara Visser (2018, 70 )

Ore 19.15 Ceremony di Phil Collins (2018, 67 )

Ore 20.30 Jaar, Lament of the Images di Paula Rodríguez Sickert (2017, 77 )

Sabato 9 marzo Ore 18 Moriyama-San di Ila Bêka e Louise Lemoine (2017, 63 )

Ore 19.10 Kusama-Infinity di Heather Lenz (2018, 76 )

Ore 20.30 Art in the XXI Century: Berlin di Rafael Salazar e Ava Wiland (2018, 56 )

Domenica 10 marzo Ore 17 Island of the Hungry Ghosts di Gabrielle Brady (2018, 94 )

Ore 18.40 The Price of Everything di Nathaniel Kahn (2018, 99 )

I film sono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.


RADIO INFLUENZA. 1918-2018

28.12.2018

Un brano audio al giorno per ripercorrere la grande febbre che nel 1918 uccise 50 milioni di persone in tutto il mondo, tra cui Egon Schiele e Gustav Klimt. Basato su una approfondita ricerca d'archivio, il progetto dell'artista Jordan Baseman prevede una puntata radio al giorno per un anno, fino a ottobre 2019. Commissionata in occasione del centenario dalla pandemia dalla britannica Wellcome fondazione di beneficenza globale, e prodotta dalla Matt s Gallery di Londra, con il sostegno dell Arts Council England, l opera di Baseman è fruibile da chiunque usi Internet, perché viaggia attraverso un sito Web dedicato, podcast, Instagram, Facebook e Twitter. Spiega l'artista: Con Radio Influenza ho intenzione di creare ciò che essenzialmente è una colonna sonora fatta di articoli con notizie risalenti a 100 anni fa. Ci saranno punti di vista simultanei, a volte sembrerà una contraddizione, le storie mentiranno, le informazioni e la disinformazione si sovrapporranno. Il senso dunque è anche quello di ricordare come reagirono le persone e le autorità sanitarie e politiche di fronte a una drammatica pandemia, ed essa richiama pandemie attuali che non stiamo riuscendo a fermare, come l'Ebola. Ma soprattutto il progetto mette in luce un nodo cruciale della cultura attuale, e anzi oggi sempre più stringente: quello dell'informazione e di come essa può chiarire ma anche confondere, aiutare ma anche ostacolare, ed essere quindi strumento di potere.


Quasi un 68 - Bologna 30/11-03/12 - Rassegna di film d'artista

30.11.2018

A chiusura di "Archivio Aperto 2018", si apre il 30 novembre a Bologna una nuova sezione di proiezioni in pellicola, installazioni e incontri sulla produzione di artisti e filmmaker tra i più significativi dell epoca d oro del Super8 (e degli altri formati ridotti), "Quasi un 68". Dalla metà degli anni 60 fino alla metà del decennio successivo in Italia un numero crescente di artisti si avvicina al cinema mosso sia dall'esigenza di "uscire dal quadro" che dalla necessità di utilizzare un mezzo dal più alto potenziale comunicativo rispetto alle arti tradizionali. Contemporaneamente, giovanissimi filmmaker compiono sperimentazioni sempre più radicali nel segno di un'orgogliosa indipendenza dall'industria del cinema. Due binari paralleli che talvolta si sono incontrati (e scontrati) e che hanno influenzato la comunicazione audiovisiva e il sistema dei media. L'associazione Home Movies organizzatrice della rassegna, ha individuato diversi percorsi: il primo che emerge, evidente, è l influenza e lo scambio con la cultura visiva statunitense. Dal mitico film di rottura, omaggiato nel titolo della rassegna, Quasi una tangente (1966), girato da un giovanissimo Massimo Bacigalupo, che rende dirompente la lezione dell underground americano, ai materiali filmici raccolti a Berkeley da Arnaldo Pomodoro (1968-1970) e al suo film Shaping Negation (1970), realizzato con Francesco Leonetti e Ugo Mulas, fino al ritmo sincopato e visionario delle immagini de La nott'e'l giorno (1976) di Gianni Castagnoli.  L'emancipazione dello sguardo femminile è il soggetto dell opera concettuale ed espansa di Valentina Berardinone, artista che sarà riletta nel quadro della produzione filmica coeva di artiste donne. Non si può parlare di rivoluzione visuale senza vedere Franco Vaccari di cui presenteremo finalmente in versione integrale, Nei sotterranei (1966-67). Con il cinema di Fernando De Filippi e Andrea Granchi, invece, sonderemo forme della performance. Di Tonino De Bernardi, figura chiave dell underground italiano, presenteremo in forma installativa Quadrato (1972), film estremo per come mette in discussione il concetto di tempo e spazio, e geniale per come appare semplice, intimo e famigliare. Segui il programma anche su facebook


Servono ancora le mostre? Due esempi

01.08.2018

Mi colpisce sempre come il significato delle parole riesce a cambiare, perfino a ribaltarsi nel suo opposto. Com'è accaduto alle parole performance ed esperienza , due parole centrali nell'arte contemporanea, e non solo. "Performance" deriva dal verbo inglese "perform", che significa realizzare, eseguire, ma anche garantire una buona prestazione o rendita economica. E' da questo secondo punto di vista, finanziario, che il nuovo museo digitale parigino L'Atelier des Lumières ha fatto centro: infatti l'Atelier è stato inaugurato con una mostra multimediale su Klimt e Hundertwasser che ha utilizzato solo proiezioni ambientali di riproduzioni digitali delle opere dei due artisti, ottenendo il pieno di visitatori e ottimi incassi. Questa mostra (ma il significato della parola mostra a questo punto andrebbe riscritto) segna un confine, oltre il quale l'esperienza dell'arte è del tutto diversa da prima (da quando la parola mostra indicava il mostrare fisicamente delle opere), e con essa cambia anche il significato stesso della parola "esperienza". Facciamo un salto alla contemporanea iniziativa How Art Became Active della Tate Modern di Londra, che ha realizzato una serie di 5 brevi video documentari per raccontare la storia della Performance Art, di cui la Tate conserva numerose registrazioni. Qui, nella Performance Art, il termine "performance" alludeva a un'opera d'arte che consiste in un'azione e punta al coinvolgimento fisico ed emotivo del pubblico, a un' esperienza reale e sociale cha ha lo scopo di far uscire il pubblico dalla passività cui lo costringe l'opera d'arte tradizionale. Un'utopia da tempo tramontata, ma che ha cambiato il nostro approccio all'arte. Esperienza e performance : le due iniziative museali contemporanee ne mostrano interpretazioni opposte. Quale prevarrà? Se diamo ascolto al riscontro economico, al significato finanziario del termine Performance , oggi la prima regola nella gestione dei musei, la risposta è chiara: esperienza tornerà a significare un approccio completamente passivo all'arte com'è quello previsto dall'esposizione di Klimt e Hundertwasser all'Atelier parigino. L'esperienza di questa mostra è quella dello spettatore cui non si offre alcuno strumento di analisi e critica, ma un piatto coinvolgimento sensoriale individuale. Se è questo il destino dei musei, allora le mostre non servono più a nulla. Possiamo ottenere lo stesso stando a casa con uno smartphone, e ridurre i musei a magazzini. Sarebbe un bel risparmio per tutti. Se invece ai musei si vuole dare una funzione attiva nel mondo, bisogna ricominciare da capo, dando alle parole esperienza e performance un significato nuovo, o riprendendo quello vecchio.


Move Cine Arch 2018 Award Best ISSUE - una coproduzione friulana

30.06.2018

Il film CINEMA GRATTACIELO del regista Marco Bertozzi, coprodotto da Altreforme di Udine, ha vinto l'Award Best ISSUE dell'edizione 2018 del Move Cine Arch di Venezia. Cito la sinossi di mymovies, tratta dalle note di regia: "Fin dalla sua inaugurazione nel 1959 il Grattacielo di Rimini non ha lasciato indifferenti, monumento al progresso che si elevava al di sopra della vecchia Italia povera e rurale, monolite di cemento e vetro destinato ai cittadini più abbienti. Poi, gradualmente, l'euforia del boom economico è scemata. È rimasto un corpo estraneo allo scenario urbano, che echeggia debolmente un passato di interni pop e folli riunioni condominiali, miti della vacanza di massa e vizi della riviera romagnola. Tra le storie di ieri e l'umanità che lo abita oggi si muove lo sguardo curioso di questo film, che esplora le vite multiculturali dei nuovi inquilini alla ricerca di una conciliazione, che riguarda l'Italia intera, fra ciò che avremmo voluto essere e ciò che stiamo diventando". "La storia produttiva di CINEMA GRATTACIELO", spiega il regista, "è stata lunga e articolata. Le origini del progetto risalgono al 2005 quando il regista Marco Bertozzi si trasferisce in uno degli appartamenti del grattacielo e comincia a filmare quegli spazi e le persone che li abitano: prende così avvio un percorso di autoproduzione, prima attraverso una propria società (la Almafilm), poi, dal 2015, per iniziativa di un gruppo di amici del grattacielo, grazie all associazione di promozione sociale Condominium. Condominium si fa promotrice di una operazione di crowdfunding (attraverso il portale Produzioni dal basso e un happening teatrale) e riesce a coinvolgere enti locali (Comune di Rimini in primis) e soggetti privati legati al territorio. Alla fine del 2015 ai promotori iniziali si affianca il producer Luca Ricciardi che lavora per allargare la compagine produttiva del film con l ingresso dell Archivio Audiovisivo del movimento operaio e democratico e della società Altreforme di Udine, guidata da Augusta Eniti, attenta alle forme più sperimentali e artistiche del cinema del reale. Decisivi saranno poi gli apporti di Rai Cinema, della APT Servizi della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con l Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, e del Fondo Regionale per l Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia". Complimenti ad Altreforme, piccola ma grande realtà produttrice friulana.


Archivissima, primo festival dedicato agli archivi

02.06.2018

La nostra esperienza è sempre più dominata dal frastuono invadente delle immagini che creiamo, distruggiamo e diffondiamo a ritmo forsennato. Che senso hanno in questo oggi, le immagini del passato? Archivissima di Torino (6,7,8 giugno), alla sua prima edizione, se lo chiede con un festival di mostre, tour, workshop e convegni aperti a tutti e gratuiti. In programma anche tre film: "Masculin, féminin" (1966) di Godard, "Teorema" di Pasolini (1968) e "I 400 colpi" di Truffaut (1959); film del passato che parlano (quasi urlano) ancora al presente. http://www.archivissima.it/programma


Piccolo ricordo di Federico Fellini

10.04.2018

Un giorno Federico Fellini fece una piccola attualissima considerazione sul cinema e il potere, che mi piace ricordare qui: "A me sembra che un discorso onesto sulla necessità di proiettarci su qualche cosa, un discorso sulla fiducia, sulla buona volontà, sugli obiettivi comuni, sia ancora pericolosissimo. Quando ascoltiamo chi parla così, immediatamente precipitiamo in uno stato infantile; c'è subito il pericolo, mortale, di abbandonarci, di affidarci, e c'è sempre qualcuno pronto a sfruttare questo abbandono, e a far ricominciare tutta la faccenda da capo, con gli stessi errori, gli stessi equivoci, le atrocità di sempre. Forse, smascherare la bugia, identificare e smantellare l approssimativo o il falso, continua ad essere, per ora, l'unica risorsa - una sorta di irridente, precaria salvezza - della nostra storia fallimentare". (Federico Fellini, Fare un film, p. 154). L'immagine


Ci lascia Angela Ricci Lucchi

02.03.2018

E' morta ieri Angela Ricci Lucchi, compagna di Yervant Gianikian. La coppia di autori/artisti ha lavorato per molti anni sugli archivi del cinema, molti dei quali ri-trovati da loro stessi, e ne ha messo in luce in diversi film l'emozione, l'umanità e la tragedia quando mostrano la guerra, in modo completamente anti-retorico. Angela e Yervant non hanno mai effettuato un restauro, anzi, hanno affrettato il degrado delle vecchie pellicole per esprimere la bassa, piena di crisi e crudele realtà della nostra esistenza quotidiana. Una esistenza percepita lontano dai comodi parapetti europei, ma nei Paesi dell Africa e dell Asia sottoposti allo sfruttamento e alla repressione occidentali, i quali, nel ricavarne immagini, le hanno edulcorate, e imbellettate per nascondere colpe e responsabilità. Angela e Yervant volevano asportare lo strato falso e retorico di quelle immagini, per farne emergere invece una carne viva e dolorante. Angela ci lascia con la rivelazione che il valore delle immagini, in un'epoca di perbenismo patinato, sta proprio in questa carne pulsante e che chiunque lavora con le immagini non può permettersi di dimenticarlo.


27 gennaio - giorno della memoria - un piccolo documento d'archivio

27.01.2018

Era il 1939. Le parole dell'ufficiale tedesco nell'episodio che si può vedere online, ricordano le parole di molti politici di oggi. Documentario d'archivio presentato al Sundance Film Festival di Park city, Utah, che si conclude domani. Grazie al regista Marshall Curry.


Due documentari sull'arte dell'estremo Oriente

27.01.2018

Due ricerche artistiche che hanno al centro l'emozione del colore; due registe attratte da storie intime e personali; due documentari sull'arte rivolti al grande pubblico, sempre più interessato all'arte e agli artisti. "Lo spirito della pittura", documentario sull'artista cinese Cai Guo-Qiang e diretto da Isabel Coixet, regista catalana di punta del cinema spagnolo, andrà in onda lunedì 29 gennaio sul canale Movistar Extra alle ore 22. Si può vedere anche al museo del Prado a Madrid dove si sta svolgendo l'esposizione di Cai Guo-Qiang, divenuto famoso come l'artista della polvere da sparo. Per realizzare il film Isabel Coixet ha seguito per due anni l artista nello studio di New York e nel Salón del Reinos di Madrid, filmando anche le numerose visite alle gallerie del Prado e alla città di Toledo, sulle orme del Greco. È in questi luoghi che Cai Guo-Qiang ha intessuto e profondo un intenso dialogo con i capolavori di Rubens, Goya, El Greco y Velazquez, alla ricerca delle fonti di inspirazione per l'opera che ha ispirato il titolo della mostra: The Spirit of Painting. "Kusama-Infinity", proiettato in questi giorni al Sundance Film Festival, racconta la traiettoria artistica della giapponese Yayoi Kusama. Anche Kusama vive a New York dove è diventata una delle più popolari artiste al mondo. Emigrata da una regione giapponese conservatrice, arriva a New York negli anni Sessanta dove sfida razzismo e sessismo fino ad affermarsi per le sue visionarie installazioni. Nel 1966 partecipò, finanziata da Lucio Fontana, alla Biennale di Venezia, disponendo 1500 sfere d'argento fuori dal padiglione italiano ("The Narcissus Garden"). Nel 1993 realizzò l'installazione "Magnificent Obsession" per il padiglione giapponese della Biennale. Chi c'è stato non può non ricordarlo. Diretto dalla regista americana Heather Lenz, il documentario è stato acquisito da Magnolia Pictures.


L'ultimo doc del The Guardian, sulla prostituzione in Italia

25.11.2017

Il documentario breve "Sulla strada" racconta la prostituzione lungo la strada della bonifica del Tronto, detta la "strada dell'amore", dove centinaia di ragazze nigeriane vendono il loro corpo. Stanno giorno e notte sul ciglio di una strada lunga quindici chilometri tra capannoni, campi e villette in provincia di Ancona. Sono appena sbarcate dalla Libia dov'erano state violentate e avviate alla prostituzione, sono a volte minorenni, e se non accettano di prostituirsi vengono selvaggiamente picchiate. Vivono sotto la minaccia di morte, con debiti che non riescono mai a pagare. Una storia con cui conviviamo da diversi anni senza troppa preoccupazione. Se non la raccontiamo noi, lo fanno gli inglesi, con l'ultimo documentario del The Guardian, un reportage accurato che è possibile vedere per intero, commissionato e prodotto dal Guardian Bertha documentary partnership.


Beauty of a Stateless Mind wins the IWM Short Film Festival in London 2017

18.11.2017

10 days of IWM Short Film Festival. Screenings 17 – 26 November 2017, IWM London. From the Syria conflict to modern terrorism and from suffragette surgeons to war art, IWM Short Film Festival presents an imaginative, edgy and challenging selection of films responding to past and contemporary conflict. The festival shows documentaries, dramas and animations by filmmakers from all over the world. On Wednesday 15 November, IWM London hosted the awards event. The Annie Dodds Award for Best Documentary and the IWM Special Category: Age of Terror have gone to the documentary short film Beauty of a Stateless Mind by Lutia Swan-Hutton. It is a poetic documentary based on the portrait a series of artists in Calais 'Jungle' refugee camp. As a student film this allowed a unique insight into the sensitive lives of these displaced people and their inner thoughts. “I feel the entire world is mine. I haven't got any religious beliefs, I only believe in the humanity”. Genjo Hozan from Iraq Kurdistan. https://www.lutiaswanhutton.com/beautyofastatelessmind/


FIRENZE TRA ARTE E CINEMA

17.11.2017

Festival cinematografico Lo schermo dell'arte dedicato all'arte e mostre d'arte dedicate al cinema a Firenze.Il festival, iniziato il 16 novembre, ospita documentari dedicati all'arte e agli artisti e film girati e diretti da artisti. L'iniziativa Moving Archive porta alcuni film dell'archivio del festival nei comuni vicini a Firenze. In città, una mostra è dedicata ai disegni di Ėjzenštejn che ricordano certi lavori grafici di Picasso e Matisse, ma anche alcuni disegni di Fellini. La direttrice de Lo schermo dell'arte Silvia Lucchesi illustra l'impostazione del festival alla sua decima edizione su Artribune.


Wormwood di Errol Morris alla 74th Biennale Cinema di Venezia

01.09.2017

Crime series in sei parti, prodotta da Netflix, realizzata da Errol Morris alternando documentario e fiction. La serie esplora la morte di Frank Olson durante gli esperimenti della CIA con l'LSD negli anni 50. Così il pluripremiato documentarista introduce il suo film: "Il giornalismo non è la ricerca della verità? Ma che succede se la verità si rivela sfuggente, difficile da raggiungere? Ci sono limiti, emotivi o di altro genere, alla ricerca della verità? Questa è la storia di un uomo che per sessant’anni tenta di chiarire le circostanze della morte del padre. Si è buttato dalla finestra di un albergo? O è stato spinto? E se è stato spinto, perché? A quale scopo? Un mondo oscuro, di intenzioni nascoste e immaginate, unite a inquietanti e orribili rivelazioni. Per molti versi una storia famigliare personale, ma per molti altri una storia sul declino dell’America nel periodo che segue la seconda guerra mondiale. Il film si chiede: fino a che punto può una democrazia mentire ai propri cittadini e continuare ancora a essere una democrazia? Il trailer su kottke.org. Il biglietto per le prime due puntate della serie su www.labiennale.org


The Lost Tapes: Son of Sam. Fare storia con l'archivio

28.07.2017

Son of Sam è la terza puntata della serie The Lost Tapes di Smithsonian Channel, dedicata alla ricostruzione di fatti di storia unicamente attraverso immagini e suoni presi dagli archivi. Son of Sam era in nickname del serial killer David Berkowitz che attaccava giovani coppie nei distretti del Queen, Bronx e Brooklyn. La gente era terrorizzata di uscire di casa e la polizia formò una task force specificamente dedicata alla cattura di questo assassino. Era il 1976. Solo dopo la fortunosa segnalazione di un residente la polizia riuscì a rintracciare l'auto dell'assassino e catturarlo. Il documentario non presenta ricostruzioni né narrazioni ma solo filmati d'archivio della televisione e home video. E' la soluzione adottata da tutti i documentari della serie The Lost Tapes. Il precedente documentario aveva ricostruito gli scontri di Los Angeles del 1992. Il prossimo l'assassinio di Patty Hearst da parte del gruppo terroristico The Symbionese Liberation Army. Ecco una clip tratta da Son of Sam, ora in onda, sullo [Smithsonian Channel].(http://www.smithsonianchannel.com/videos/this-minor-parking-violation-revealed-the-son-of-sam-killer/57260?an=featured "")


Sunny Side of the Docs 2017 - Cos'è la Storia

23.06.2017

Ci fu un tempo in cui la storia si tramandava a voce: erano aneddoti emblematici del carattere dell'umanità, della vita e della morte. Dopo Gutenberg la storia è diventata materia di studio e ha prodotto centinaia di migliaia di volumi, ma ha comunque mantenuto quel sapore di simbolo che le era stato proprio da sempre. Oggi la storia sembra invece uno sterminato magazzino polveroso da cui trarre souvenir. Ricordate la fantastica scena finale del film Citizen Kane, che termina sull'inquadratura di "Rosebud", la piccola slitta di legno? Al Sunny Side of the Docs 2017 di La Rochelle i produttori televisivi, nella loro rincorsa all'audience giovanile che è sempre più lontana dalle tv e dai lunghi formati, hanno discusso di nuovi formati. Ecco gli esempi citati: Il Nemico, che utilizza la realtà virtuale e la realtà aumentata per portarci faccia a faccia con i combattenti di alcune guerre di oggi: in Salvador, in Congo, in Israele e Palestina. In Replay Memories la tv e la realtà virtuale convivono in un viaggio immersivo e interattivo in 3D nel quale possiamo rivivere un evento storico e confrontare la nostra personale memoria con quella del web. Mutiny è una serie reality nella quale una piccola scialuppa con un equipaggio di 9 persone percorre tutte le 4000 miglia del viaggio avventuroso del capitano Bligh dopo l'ammutinamento del Bounty nel 1787. Infine il più tradizionale Clash of Futures 18 è un docudrama seriale nel quale seguiamo la vita di 13 personaggi realmente esistiti dopo la fine della Prima guerra mondiale attraverso diari, lettere e altre memorie. Aneddoti, esperienze, personaggi: bypassato il Moderno, il Contemporaneo torna alla storia prima di Gutenberg. Si riparte dalle immagini quindi.


Arte a Cannes o Cannes all'arte? I premi 2017

29.05.2017

Trionfo dell'arte o crisi dell'arte? Al festival di Cannes vince la Palma d'oro un film che ha per protagonista il curatore di una mostra di arte contemporanea, The square di Ruben Östlund, e vincono L'Oeil D'Or per il miglior documentario JR, street artist, e Agnès Varda, storica regista della Nouvelle Vague, co-firmando il film Visages Villages, un viaggio attraverso la Francia rurale a bordo del van di JR che è equipaggiato con un sistema in grado di produrre stampe di grandi dimensioni. Durante il loro viaggio, le tante persone incontrate diventano il soggetto di una serie di foto, che vengono poi affisse sui muri dei villaggi. Dopo l'arte miliardaria per miliardari dei Cattelan, Hirst e Koons, oggi gli artisti sembrano cercare di nuovo la realtà, il mondo, le persone. Si può dire lo stesso per il cinema? O forse l'opposto, visto che molti autori sembrano cercare strumenti narrativi e visivi sempre più mediati per raccontare la realtà?


Il popolo si inchina all'Arte dei padroni, da Jeff Koons (NY) a Olafur Eliasson (venezia)

16.05.2017

In arrivo a New York, nella piazza antistante il Rockefeller Centre di Manhattan, una grande scultura di Jeff Koons. Presenza imponente, in grado di confrontarsi con l ampissimo slargo su cui si affacciano i 19 grattacieli del complesso commerciale, costruito dalla celebre famiglia statunitense di banchieri. Una scultura di quasi 14 metri, col gusto della magniloquenza e di una figurazione spettacolare. La ballerina seduta è come una Venere , ha spiegato Koons. È proprio un lavoro sulla bellezza e anche sul senso della contemplazione, della quiete . www.artribune.com Il Green Light Workshop di Olafur Eliasson (Copenhagen, 1967), realizzato in collaborazione con la Thyssen-Bornemisza Art Contemporary di Vienna (TBA21), ha trasformato il cuore del Padiglione Centrale ai Giardini in una specie di fablab comunitario, sul tema dell immigrazione. Più di ottanta partecipanti sono i protagonisti di una fabbrica di lampade verdi: una luce verde di ottimismo. I proventi della vendita delle lampade andranno ad una serie di ONG che si occupano dell accoglienza dei rifugiati in ogni parte del mondo. E bravi TBA21. Ecco un paio di link per sapere chi sono: www.corriere.it www.ilfattoquotidiano.it


Casting per Falcone e Borsellino, il prossimo film di Maresco

09.05.2017

Venticinque anni fa morivano, barbaramente uccisi da Cosa Nostra, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 23 maggio e 19 luglio 1992: due date che gli italiani, e i palermitani soprattutto, tengono impresse nella memoria e al centro dello sguardo. Come dipingerà le figure di Falcone e Borsellino Franco Maresco? Come eviterà la retorica facile, le cose già dette, le prospettive note, le posizioni ideologiche, le uscite romanzate e quelle pseudo impegnate? Intanto per questo film che arriva in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, con la produzione di Ila Palma e in collaborazione con Rai Cinema, il regista palermitano sta completando il suo cast. Selezioni aperte e molti ruoli ancora mancanti, tra principali, secondari e comparse. Per chi fosse interessato non c’è che da scrivere all’indirizzo associazionelumpen@gmail.com, inviando la propria candidatura con curriculum, due foto ed eventuale showreel. Scadenza fissata al 12 maggio 2017.


Una serie di video racconta la Biennale Arte di Venezia 2017 a 360 gradi

09.05.2017

Il sito web Artsy, in collaborazione con UBS, lancia una serie di video dedicata alla Biennale Arte di Venezia. La particolarità dell'iniziativa sta nel fatto che i filmati sono esplorabili a 360 gradi, dando l'illusione di essere un po' più vicini alla kermesse lagunare. Tra chiese, canali, padiglioni e studi d’artista, ci accompagna, raccontando storie e aneddoti, un folto gruppo di artisti e curatori: da Massimiliano Gioni, che la Biennale l’ha diretta nel 2013, a Cecilia Alemani, che si occupa quest’anno del Padiglione Italia; da Carol Bove, che esporrà nel padiglione svizzero, all’artista austriaco Erwin Wurm. Buon intrattenimento (a questo serve l'arte, no?). https://www.artsy.net/venice-biennale/toward-venice


La digitalizzazione dell’Atlante di Klencke, uno dei libri più grandi del mondo

03.05.2017

L’Atlante di Klencke è uno dei libri più grandi del mondo: da aperto misura 1.80 m per 2 metri ed è così pesante che ci vogliono 5 o 6 persone per trasportarlo. Il libro, realizzato nel 1660 per Carlo II d’Inghilterra in occasione della sua ascesa al trono, fu presentato al re da un consorzio di mercanti olandesi guidati dal venditore di zucchero Johannes Klencke, il cui nome ancora oggi contrassegna l’oggetto. Questo incredibile libro di mappe (ne contiene 41), è uno dei gioielli della British Library di Londra, che ne ha di recente realizzato una completa digitalizzazione. In questo video, condiviso dalla biblioteca stessa su Twitter, vediamo un time-lapse dell’intera operazione, dal trasporto alla fotografia in alta risoluzione di tutte le pagine, ora disponibili online gratuitamente per studiosi e appassionati. Articolo tratto da Artribune.


E' morto Vito Acconci, pioniere della body art e architetto

29.04.2017

Dopo una lunga carriera come performer e video artista, con il corpo sempre al centro, con la performance come atto politico, negli anni 80 Vito Acconci inizia a occuparsi di architettura: “Una persona lavora da sola”, spiegò, “due formano una coppia o un’immagine allo specchio, ma tre persone insieme danno inizio all’incontro, alla discussione, inaugurano uno spazio pubblico“. Si profila in modo nuovo un nesso concettuale tra interazioni umane e dinamiche spaziali. Ma anche questo nesso viene conquistato dal potere. Nel 2003, ammise: “Ho sempre pensato che un luogo pubblico fosse là dove le persone si riuniscono e iniziano a parlare e a cambiare le cose. Ora lo vedo come un luogo in cui è più facile mettere tutto questo sotto sorveglianza”. A 77 anni muore un artista alla perenne ricerca di nuovi spazi di discussione, fratture, crisi, consapevolezza, meraviglia: libertà. Where We Are Now (Who Are We Anyway), girato durante la preparazione della mostra al MoMA PS1, 2016


Perchè non tutto ciò che è nuovo e originale vale il biglietto. Una personale opinione a proposito di un video di Pierre Huyghe e di una performance teatrale del gruppo Motus.

20.04.2017

Per una volta uso le news come un blog. Comincio da Pierre Huyghe, celebrato artista francese degli ultimi anni, che ora espone all’Espace Louis Vuitton di Venezia. “Il percorso espositivo si snoda attorno al film A Journey that wasn’t, girato nel 2005 durante una spedizione di Huyghe in Antartide, in compagnia di un gruppo di scienziati e artisti, a bordo di un antico veliero, alla ricerca di una nuova isola creata dallo scioglimento dei ghiacci dove ipoteticamente vive un esemplare di pinguino albino. Il video si articola in due parti, da un lato il racconto della spedizione e dall’altra la trasposizione in suoni della topografia dell’isola in uno spartito musicale interpretato da un’orchestra sinfonica al Central Park di New York.” Trasporre in suoni un luogo allude a una trasfigurazione simbolica, e l'idea mi piace, benchè non sia nuova. Ma il viaggio in veliero alla ricerca del pinguino albino... Mi chiedo cosa ci sia di più distante da ogni possibile esperienza dell'oggi di ogni audience io riesca a immaginare. No grazie Huyghe, restituiscici i soldi. E ora lo spettacolo MDLSX del gruppo Motus, interpretato da Sivlia Calderoni, “che smaschera lo “scandalo” del corpo e della sessualità. Ha calcato negli ultimi due anni palcoscenici nazionali e internazionali: da Ravenna a New York, da Sydney a Rotterdam, da Montreal a Cagliari”. “MDLSX è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, algender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria”, spiega il sito. Io l'ho visto un anno fa. E' tutto centrato sulla performer che ballando si denuda: prima i vestiti, poi la pelle, poi la propria storia, e persino i desideri più reconditi (o almeno così vengono venduti), in una mescolanza di personale/intimo e spettacolare/voyeuristico nella quale lei stessa e la sua dignità si smarriscono del tutto. Ma quale gender. Nella violazione morbosa del pubblico, la performer diventa simbolo astratto e inumano, pura carne offerta al mercato dell'arte. Come se farsi violentare permettesse di produrre significati ulteriori. Certo, ma non quelli ventilati dai Motus. Silvia, fuggi dai Motus e torna libera, selvaggia e dolcissima come nel film La leggenda di Kaspar Hauser.


Suono del sud. 20-22 aprile, Firenze

18.04.2017

Per quanto è importante il suono nel cinema e nel documentario, non si è mai parlato della sua natura geografica come dell'origine di una cultura. Nel cinema siamo cresciuti con i suoni anglosassoni: pragmatici come quelli dei fumetti, ma così come esiste un cinema del sud, esiste un suono del sud, ed entrambi non hanno nulla a che fare con il cinema mainstream, quello del nord. Non si tratta di antropologia, che è l'unico strumento con cui il nord riesce ad avvicinare lo spirito del sud. Si tratta di recuperare il suono reale che ha prodotto la nostra cultura. Süden Radio. Un simposio sulle nuove geografie del suono. Una tre giorni – dal 20 al 22 aprile – di confronto e dibattito sull’emersione di altre geografie del suono nel sud del bacino del Mediterraneo, nel continente africano e in Medio Oriente. radiopapesse.org


Focus Asia: Industry market A Udine: 26, 27 E 28 Aprile

11.04.2017

Si rinnova l’appuntamento con FOCUS ASIA, la sezione industry del Far East Film Festival di Udine. Nel corso di tre giornate - 26 27 e 28 aprile – il Teatro Nuovo Giovanni da Udine riunirà oltre 100 produttori, sales, finanziatori e buyers e includerà un ricco programma di panels e opportunità di networking (qui trovate la lista completa degli ospiti confermati e la schedule provvisoria dell’evento). Tra le varie sessioni, il workshop a cura di PEACEFULFISH, organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Udine e dedicato esclusivamente a professionisti e investitori privati della regione. Obiettivo finale: offrire una panoramica sulle effettive possibilità di investimento privato nel settore dell’industria cinematografica e creativa. Oltre alla possibilità di fissare appuntamenti con i 13 progetti selezionati per il Genre Project Market, tutti gli accreditati potranno accedere alla FOCUS ASIA Lounge e scoprire, grazie a dei tavoli dedicati, i profili e le linee editoriali dei numerosi decision makers presenti. Per registrarsi è necessario richiedere l’accredito FOCUS ASIA panels sul sito www.fareastfilm.com. www.audiovisivofvg.it


Di nuovo Arte: Chris Burden, una biografia

31.03.2017

La sua opera più nota, Shoot (1971), lo consacrò come uno dei performance artist più radicali e spericolati della storia dell arte recente. Ma Burden è stato più di questo: dopo un inizio di carriera fatto di azioni scioccanti e violentemente fisiche (tra cui la famosa crocifissione sul tettuccio di un Maggiolino, del 1974), alla fine degli Anni Settanta abbandona la performance e si reinventa completamente, dando vita a un nuovo corpus di opere: sculture, installazioni, assemblaggi. La provocazione non passa più per il corpo ma la tensione resta alta, come quando con Samson (1985), l artista progetta un congegno capace, se portato all estremo, di distruggere fisicamente il museo che lo ospita. Beyond The Limits - Out Of The Museum. Burden, di Timothy Marrinan e Richard Dewey, prodotto dalla Magnolia Pictures: spezzoni di filmati originali, riprese amatoriali, registrazioni private e interviste a colleghi, amici e critici. L uscita è prevista, nei cinema americani, ma anche on demand su iTunes e Amazon video, per il prossimo 5 maggio. www.magpictures.com/burden/home


Un documentario sui semi contro OGM e multinazionali.

29.03.2017

Perché oggi una news su SEED, THE UNTOLD STORY, documentario americano prodotto dalla Collective Eye Films che esce in aprile nei paesi anglosassoni? In occasione del voto italiano al Comitato d'Appello europeo contro l'introduzione di due nuovi ogm in Europa e contro il rinnovo di un altro ogm, il MON 810, previsto per oggi 29 marzo. Mentre aspettiamo che il voto venga confermato, scopriamo sul sito dedicato al documentario di aver ormai definitivamente perso il 94% delle varietà di semi esistenti al mondo. E' per questo che molti movimenti sono nati attorno alla conservazione e allo scambio di semi non modificati geneticamente. Il documentario vuole fare il punto di una lotta e un lavoro immenso che migliaia a migliaia di contadini, appassionati, attivisti stanno facendo in tutto il mondo. Il documentario già vinto diversi Audience ed Environmental Awards. Qui citiamo solo il festival di Sheffield (UK), uno dei più importanti in Europa. L'attenzione deriva dal tema trattato e dall'approccio a tema. E' un documentario di denuncia e protesta che forse non vedremo mai in Italia. Per chi volesse organizzare una proiezione o comperare un dvd, è possibile farlo dal sito internet del documentario. Buona visione! seedthemovie.com ogm-italia-mais


Magic Lantern Film Festival a Roma. Video in anteprima tra arte e cinema

22.03.2017

È alla sua seconda edizione, ma non è annuale. Si ripete infatti di sei mesi in sei mesi il Magic Lantern Film Festival, un appuntamento che indaga a Roma l’incontro tra arti visive e cinema. Lo scorso anno, snodandosi tra spazi istituzionali e Accademie straniere, il progetto ha raccontato i generi noir e horror nel film d’artista. Dal 21 al 23 marzo la tre giorni metterà sotto la lente il tema Really, con il biopic come indiscusso protagonista che sarà rintracciato attraverso interviste, pezzi di approfondimento, elementi autobiografici che comporranno il mosaico dei film selezionati da Maria Alicata, Adrienne Drake e Ilaria Gianni. Questo festival tutto al femminile nella curatela presenterà al Cinema dei Piccoli, unica sede dell’anno 2017, un programma di sei film. Chiudono il ciclo due progetti il 23 marzo. Il primo è quello di Dani Gal, As from Afar (Wie aus der Ferne), la storia di Albert Speer, architetto capo del Terzo Reich, e la sua lotta per riabilitarsi. Il secondo è 20,000 days on Earth di Iain Forsyth & Jane Pollard, 2014, prodotto da Nexo Digital, che racconta Nick Cave prima della registrazione di Push the Sky Away. http://www.artribune.com/


Un nuovo libro su Eyes On The Prize, storica serie doc

17.03.2017

E' appena uscito True South, un libro che racconta la genesi e realizzazione di Eyes on the Prize, storica serie documentaria mandata in onda nel 1987 sulla rete americana pubblica PBS. Eyes On The Prize racconta la storia del movimento per i diritti civili degli afroamericani, a partire dai primi atti di protesta organizzata del 1954 a Boston fino alle Black Panters e alla successiva diaspora dei movimenti civili e politici degli anni Ottanta. Realizzata e prodotta da Henry Hampton (1940-1998), uno dei più importanti filmmaker americani del secolo scorso su temi sociali e politici, la serie vinse numerosi premi, ed è ancora oggi un lavoro fondamentale. Il regista e scrittore John Else, a 30 anni dalla messa in onda della serie, compone un vivido ritratto del regista nero, della sua società di produzione e dell'ambiente in cui il documentario fu concepito e prese vita. http://www.purenonfiction.net http://www.pbs.org https://www.youtube.com/watch


Angelo Froglia l'artista delle teste di Modigliani

13.03.2017

Tommaso Magnano dirige un film che racconta la figura di Angelo Froglia, un artista sconosciuto ai più, scomparso nel 1997 a poco più di quarant'anni. Era uno dei responsabili della famosa beffa di Modigliani . Angelo Froglia trascorre un esistenza spregiudicata, maledetta, sempre nell ombra, tra laboratori d arte, lotte politiche, carceri di massima sicurezza, droghe e grandi amori. Muore sieropositivo nel gennaio del 1997. Il film Angelo Froglia. L inganno dell arte, che sarà disponibile online on demand a partire da agosto, è la giusta occasione per scoprire la figura di un artista e intellettuale ingiustamente sottovalutato. https://vimeo.com/ondemand/angelofroglia


il videogame più improbabile del mondo

04.03.2017

Ispirato alla celebre opera "Walden ovvero vita nei boschi" (1854) dello scrittore americano Henry David Thoreau (1817-1862), il gioco ribalta le caratteristiche normalmente associate ai videogiochi (competizione, velocità, violenza..), e chiede invece al giocatore di assaporare con calma l avventura, ripercorrendo le orme di Thoreau nel suo mitico periodo di ritiro nei boschi. Le uniche azioni non contemplative richieste sono quelle necessarie alla sopravvivenza (!): cacciare, pescare, raccogliere erbe. Per il resto del tempo si medita, si ascoltano i suoni della natura, si leggono le riflessioni dello scrittore. Il videogame, sviluppato alla University of Southern California School of Cinematic Arts, ha richiesto quasi dieci anni di lavorazione. http://www.waldengame.com


I film di Yuri Ancarani a Milano

19.02.2017

Galleria Zero…, Milano – fino al 4 marzo 2017. Due film girati dall’artista-regista italiano in Qatar investono e illuminano la galleria, quasi completamente oscurata in occasione della mostra. Riflettori puntati su “The Challenge”, premiato al Festival di Locarno l’estate scorsa. Con musiche di Lorenzo Senni e Francesco Fantini. La sfida vinta e poi persa dell’uomo nei confronti del potere, della sabbia di fronte al nulla, del falcone rispetto alla sua preda, della ricchezza artificiale nei confronti dell’istintività e dell’arte nei confronti del cinema stesso. Da www.artribune.com/ http://yuriancarani.com


Da Giacometti a Beuys, biopic di artisti alla Berlinale 2017

15.02.2017

Quando guardiamo un dipinto, ne vediamo solo il risultato finale, quello che l artista ha scelto di rivelarci: senza riuscire a percepirne il processo creativo a monte. Un mistero che è al centro del film Final Portrait, dedicato alla figura di Alberto Giacometti, presentato in concorso al festival Berlinale dal regista e attore italo-americano Stanley Tucci. Tucci sceglie di raccontare in Final Portrait i diciotto pomeriggi che, negli anni 60, il pittore e scultore svizzero impiegò per ritrarre, nel suo atelier parigino, il giovane scrittore americano James Lord, autore del libro A Giacometti Portrait, dove ogni conversazione con l artista è annotata con minuzia: un documento unico in grado di restituire la vita quotidiana, la parola e il processo intimo della pittura di Giacometti. Il punto di partenza , spiega il regista, è stato proprio quel testo: non amo i film biografici, ma mi piacciono le ricostruzioni concentrate su dettagli che spiegano tutto, collocando i personaggi, come in questo caso, dentro il loro microcosmo . ci sono il documentario in concorso Beuys di Andres Veiel, che s interroga sugli enigmi e le contraddizioni dell arte contemporanea attraverso le opere del grande artista tedesco Joseph Beuys; e Maudie, di Aisling Walsh, sulla vera storia della pittrice folk canadese Maud Lewis che, malata di artrite reumatoide, supera la propria infermità grazie all amore del marito (interpretato nel film da Ethan Hawke), diventando una delle artiste più popolari in Canada. http://www.artribune.com http://www.berlinale.de/en/


Giacometti at the 2017 Berlinale

15.02.2017

Paris in 1964. Alberto Giacometti is the one who decides when it is time for work, drink, doubt, destruction, flirtation or laughter in his studio. An established artist whose works fetch record prices, he hides his earnings in his studio. This is just one of the causes of many an argument with his wife Annette, another being the fact that his mistress Caroline receives all his attention. His brother Diego, also an artist, is all too familiar with his idiosyncrasies. One day, Giacometti asks American art critic and biographer James Lord to pose for him. But their sittings, scheduled to take a week, are frequently interrupted by visits to the bistro or long car rides, with no end in sight. Lord postpones his return flight several times. This films peers into the workshop and personality of this famous Swiss painter and sculptor, two years before his death. In his fifth film as a director, actor Stanley Tucci shows the artist with all his strengths and weaknesses and relates the chaos of his artistic output, doubts, and courageous ability to destroy and begin afresh. We are observing a genius at work. Stanley Tucci s screenplay is based on James Lord s biography A Giacometti Portrait . http://www.berlinale.de/en


Il cinema delle Isole: un viaggio italiano all'Austrian Film Museum di Vienna, fino al 9 febbraio 2017

23.01.2017

È ormai nella consuetudine del Film Museum della capitale austriaca iniziare ogni nuovo anno con una rassegna tematica dedicata all’Italia. Autori importanti con film celebri anche in questa edizione, intitolata alla Sicilia, introdotta da una emblematica citazione goethiana. “L’Italia senza la Sicilia non genera alcuna immagine nell’anima: sta qui principalmente la chiave di tutto”. Con questa frase estrapolata da un contesto letterario piuttosto articolato (Italienische Reise, 1787), Johann Wolfgang von Goethe non stava di certo dando un ritratto dell’Italia attraverso il mezzo cinematografico. Ma solo a scorrere i titoli delle pellicole dedicate alla Sicilia, per la retrospettiva attualmente in programma al Film Museum di Vienna, ci si può chiedere se sarebbe mai possibile fare una vera storia del cinema italiano senza quel variegato filone che ha esplorato la cultura antropologica dell’isola. Attraverso i trentacinque film selezionati, persino il pubblico italiano può stupirsi di tanta ricchezza di contenuti che il nostro cinema vi ha dedicato. Programma


La digitalizzazione dei manoscritti della Biblioteca Vaticana; alcuni tra i più antichi al mondo

21.01.2017

CITTA' DEL VATICANO. Tra le mura vaticane lo chiamano "il bunker". È il deposito che raccoglie gli 82 mila manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana. Se ne stanno chiusi in un ambiente tenuto a una temperatura costante di 20 gradi e al cinquanta per cento di umidità. Trentatré per cento per i papiri come Hanna 1 , che contiene la versione più antica dei Vangeli di Luca e di Giovanni. C'è il Canzoniere di Petrarca scritto dalla mano stessa del poeta; la Divina Commedia di Dante illustrata da Botticelli. C'è la Bibbia Urbinate (1476-1478) commissionata da Federico da Montefeltro vent'anni dopo l'invenzione di Gutenberg. Il duca di Urbino pensava che i libri a stampa fossero brutti perché in bianco e nero; investì allora il costo di una cattedrale - milioni di euro di oggi - ed etti d'oro per decorare il più splendente dei codici. Ogni giorno dal "bunker", a turno, i manoscritti vengono portati al piano superiore: al laboratorio di restauro per un controllo e poi al fotografico per la più importante opera di digitalizzazione che la storia dei testi antichi conosca. Da http://www.repubblica.it/ http://www.digitavaticana.org


Didattica creativa. A Catania c è Scuola FuoriNorma creata da canecapovolto

20.01.2017

Allestita in un appartamento della città siciliana, la scuola ideata dal collettivo canecapovolto offre un approccio allergico alle regole e aperto alla logica multidisciplinare. Parola d ordine: accessibilità. Scuola FuoriNorma nasce nell autunno del 2015 e proviene dal ventennale percorso di ricerca poli-mediale che il collettivo siciliano canecapovolto (Alessandro Aiello, Enrico Aresu) ha disegnato nel corso della sua esperienza nel cinema sperimentale e, parallelamente, nell arte contemporanea. Rompere le dighe della regola, la Norma, per dedicare uno spazio all acquisizione e all approfondimento di pratiche e teorie, di saperi e competenze, attraverso tecniche e visioni, servendosi di tutti o alcuni dei mezzi che i linguaggi della contemporaneità offrono: pluralità, sequenzialità, forma, narrazione. Scuola FuoriNorma è un progetto di microeconomia e di formazione indipendente. La politica culturale di Scuola FuoriNorma prevede una programmazione multidisciplinare dedicata alle pratiche del lavoro creativo, destinata a pochi partecipanti alla volta (otto al massimo): studenti, artisti, professionisti e non. Non sono contemplati requisiti di accesso, solo una curiosità, anche mai esplorata, nei confronti dei linguaggi della cultura visiva contemporanea. Quello dell accessibilità è un imperativo categorico, è una scelta etica: i corsi, infatti, prevedono diverse fasce di prezzo. La pratica precede sempre la teoria, la curiosità di dar forma a una visione è preliminare alla padronanza delle regole di un software. Apprendere attraverso un montaggio possibile costringe chi frequenta Scuola FuoriNorma a liberarsi da quell apatia da consumatore medio che caratterizza, nel contemporaneo globalizzato, la fruizione di messaggi preconfezionati e stereotipati propri della comunicazione massmediatica: è un azione politica. https://www.scuolafuorinorma.it/la-scuola/


Bill Viola a Palazzo Strozzi (e al Battistero) dal 10 marzo 2017

19.01.2017

Il video artista Bill Viola aveva lavorato a Firenze negli anni ’70. Oggi vi ritorna con una importante mostra a Palazzo Strozzi che si snoderà anche nel Battistero di San Giovanni e al Museo dell’Opera del Duomo. Il rapporto tra arte e tecnologia è uno dei temi caldi del dibattito attuale nella declinazione relativa alle mostre multimediali. A Palazzo Strozzi si è deciso di celebrare questo tema con uno dei maestri che hanno attraversato lo spazio e la storia della videoarte: Bill Viola. E non è un caso che a festeggiarlo – dal 10 marzo al 23 luglio – sia proprio Firenze, la città dove ha vissuto dal 1974 e il 1976 e lavorato in qualità di direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video diretto da Maria Gloria Conti Bicocche. http://www.palazzostrozzi.org/mostre/bill-viola/


Eduflix Italia, la prima piattaforma italiana in streaming dedicata alla cultura e all’apprendimento

09.01.2017

Eduflix Italia, la prima piattaforma italiana in streaming dedicata alla cultura, creata dalla Digital E S.r.l. di Torino a settembre 2016, ha messo online una collezione esclusiva di documentari sui grandi personaggi del Rinascimento italiano, raccontati dai direttori dei più importanti musei italiani. Quello che la televisione pubblica avrebbe dovuto fare ma non fa, fanno i privati. Prezzo: 7,90 euro al mese. https://www.eduflix.it/home


Storie di migranti in realtà virtuale. Alejandro Iñárritu torna alla Fondazione Prada

05.01.2017

Dopo quattro anni di ricerca è in dirittura d arrivo il corto sperimentale del regista messicano. La casa di produzione del papà di Guerre Stellari progetterà l ambientazione e i personaggi virtuali. Questo inedito progetto artistico, realizzato dopo quattro anni di ricerca in collaborazione con il suo collaboratore di lunga data, il montatore tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki, esplorerà l intensa e difficile esperienza di un gruppo di persone che attraversano il confine tra Messico e Stati Uniti, sfruttando tecnologie di ultima generazione. Una volta terminato, il film sarà presentato in anteprima mondiale nella primavera del 2017 nella sede di Milano della Fondazione Prada.


Per una Banca Dati e un Archivio Nazionale dei Partigiani

31.12.2016

Iniziative dell'ANPI con le maggiori Associazioni Combattentistiche e Partigiane e alcuni parlamentari all’Archivio Centrale dello Stato per una Banca Dati e un Archivio Nazionale dei Partigiani che ad ora contiene 700.000 fascicoli da ordinare e digitalizzare, molti dei quali raccontano vicende personali ancora del tutto sconosciute. Sono necessarie poche migliaia di euro per assicurare all’Archivio Centrale dello Stato le risorse umane necessarie alla computerizzazione delle schede. L’idea è di un provvedimento legislativo o di un atto amministrativo per disporre una ventina di borse di studio riservate a giovani archivisti e informatici. E in uno o due anni al massimo, la Banca Dati potrebbe essere completata. Oltre a una sfida a investire sulla cultura e sulla ricerca storica, sarebbe un atto di riconoscenza verso uomini e donne, militari e civili che lottarono nel momento fondativo della democrazia e della Repubblica Italiana. http://www.patriaindipendente.it/persone-e-luoghi/servizi/i-partigiani-per-conoscerli-e-riconoscerli/


Musei e digitalizzazione. Online la collezione Dada della Kunsthaus di Zurigo

21.12.2016

Una delle collezioni Dada più vaste del mondo è finalmente disponibile online. La Kunsthaus di Zurigo ha digitalizzato il suo patrimonio per agevolare la ricerca a livello internazionale tutelando allo stesso tempo i documenti originali. Circa 740 pezzi tra opere d’arte, documenti, fotografie, riviste, volantini e manoscritti. Sono questi i numeri della ricchissima collezione Dada della Kunsthaus di Zurigo, che in occasione dei festeggiamenti per il centesimo anniversario della nascita del movimento ha deciso di procedere alla loro completa digitalizzazione. Oltre 50 i diversi autori dei materiali, tutti artisti che costituiscono il nucleo pulsante del movimento dadaista: da Hugo Ball a Marcel Duchamp, passando per Max Ernst, Man Ray, Hans Richter e Tristan Tzara. https://digital.kunsthaus.ch


Nuova luce sull’inganno del Bramante. A Milano le meraviglie di San Satiro con il nuovo impianto d’illuminazione

20.12.2016

È celebre come uno dei maggiori esempi di prospettiva illusionistica nell’arte rinascimentale, grazie all’effetto ideato da Donato Bramante per “aggirare” l’oggettiva mancanza di spazio dovuta alla presenza della medievale via Falcone che delimita la zona presbiterale dell’edificio. Ora queste meraviglie, le oltre 180mila persone che annualmente le visitano potranno ammirarle in tutta la loro magnificenza grazie a un nuovo progetto d’illuminazione: luce diffusa ma discreta e non invasiva ottenuta con lampade a tecnologia LED. Qualche foto su: http://www.artribune.com/2016/12/luce-bramante-milano-san-satiro-illuminazione/?utm_source=Newsletter+Artribune&utm_campaign=088c7d2c90-&utm_medium=email&utm_term=0_dc515150dd-088c7d2c90-153943841&ct=t()&goal=0_dc515150dd-088c7d2c90-153943841


Next documentary film festivals in Europe - October and November

14.10.2016

Are there too many documentary film festivals? And, are there too many documentary film festivals at this time of the year? Tue Steen Müller gives his answer and reminds us about next festivals in Europe in Filmkommentaren.dk.


Next festivals in Europe - October and November

14.10.2016

Are there too many documentary film festivals? And, are there too many documentary film festivals at this time of the year? Tue Steen Müller gives his answer and reminds us about next festivals in Europe in Filmkommentaren.dk.


Oscar, Fuocoammare di Gianfranco Rosi candidato italiano.

29.09.2016

Tra le critiche anche polemiche di Sorrentino viene candidato all'oscar come film straniero Fuocoammare, documentario girato a Lampedusa sulla tragedia dei migranti. Quel tanto di ricostruzione e finzione che ha permesso di dargli una struttura accattivante in fase di montaggio bastano a farne un film? Oppure non abbiamo più bisogno di distinguere tra il documentario e il cinema di finzione come generi "puri"? Oppure è il tema a guidarci: quanto più scottante, e quanto più abbiamo bisogno di acquietarlo, di renderlo rassicurante per le nostre vite agiate? Fuocoammare è un bel film ma è un film, documentario o di finzione che sia, un po' ruffiano, e che nonostante questo alla gente non piace abbastanza visto che ha incassato appena un milione di euro al botteghino. Ruffiano si, ma non abbastanza omologato come vogliono i distributori. E che comunque non denuncia nulla. Siamo tornati alla poesia carducciana nel cinema italiano più critico e alternativo?


Vaccini, Senato annulla proiezione del documentario Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe

29.09.2016

Il 26 marzo scorso il Robert De Niro decise di ritirare il film sul presunto legame tra autismo e vaccini in programma al Tribeca Film Festival di New York. Il controverso documentario antivaccinazioni Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe (Vaccini, dall insabbiamento alla catastrofe), di Andrew Wakefield doveva essere proiettato in Italia il prossimo 4 ottobre nella sala Isma del Senato su proposta del senatore Bartolomeo Pepe, ex M5S, ora del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, ma l iniziativa è stata annullata dopo la valanga di proteste. Non solo politiche.


I PRIMI FILM SU VENEZIA DEI FRATELLI LUMIERE - alla pre-apertura della 73. Mostra Internazionale d Arte Cinematografica di Venezia

29.08.2016

Serata di Pre-apertura della 73. 9 vedute di Venezia realizzate dagli operatori del Cinématographe Lumiere, e Tutti a casa (1960) di Luigi Comencini martedì 30 agosto, ore 20.30 in Sala Darsena

Centoventi anni fa esattamente la sera del 9 luglio 1896 - il Cinématographe Lumière faceva la sua prima apparizione a Venezia, con la proiezione a un passo da Piazza San Marco, nel Teatro Minerva, di un programma composto da 15 "vedute". Ma è solo il 21 agosto successivo che vi compaiono per la prima volta 3 film realizzati a Venezia: Approdo di una gondola ai santi Giovanni e Paolo, I vaporetti a Rialto e I leggendari piccioni di San Marco, seguite poi da altre nei giorni seguenti.

Per celebrare questa importante ricorrenza, in occasione della serata di Pre-apertura della 73. Mostra Internazionale d Arte Cinematografica di Venezia (martedì 30 agosto, ore 20.30) in Sala Darsena al Lido verrà offerto al pubblico un programma composto da ben nove vedute realizzate a Venezia dagli operatori del Cinématographe Lumière, commentate in sala dal Direttore dell Institut Lumière di Lione, Thierry Fremaux.

I film, che appartengono a tre annate successive (1896-98), sono: Arrivée en gondole, 1896, N°291 Pigeons sur la place Saint-Marc, N°292 Tramway sur le Grand Canal, 1896, N°293 Grand Canal avec barques, 1896, N°294 Panorama du Grand Canal pris d'un bateau, 1896, N°295 Panorama de la place Saint-Marc pris d'un bateau, N°296 Venise, place Saint-Marc, 1897, N°430 Arrivée en gondole des souveraines d'Allemagne et d'Italie au palais royal de Venise, 1898, N°1058 Départ en gondole, 1898, N°1059

La Biennale di Venezia ringrazia Thierry Fremaux e l Institut Lumière per la preziosa collaborazione, l Alliance française e Carlo Montanaro de La Fabbrica del Vedere di Venezia.

A seguire la proiezione delle vedute , in occasione del centenario della nascita del grande regista Luigi Comencini (1916 2007) sarà proiettato il capolavoro di Comencini Tutti a casa (Italia/Francia, 1960) con Alberto Sordi, Serge Reggiani, Carla Gravina ed Eduardo De Filippo, prodotto da Dino De Laurentiis, in un restauro digitale a cura di Filmauro e CSC - Cineteca Nazionale di Roma, presentato in prima mondiale. Alla speciale serata-omaggio di Pre-apertura in Sala Darsena al Lido, con inizio alle 20.30, sarà invitato il pubblico di Venezia attraverso la collaborazione con i quotidiani Il Gazzettino , La Nuova di Venezia e Mestre e il Corriere del Veneto .

                                                                                ________ . ________

Per assistere gratuitamente alla proiezione in Sala Darsena della serata-omaggio, il pubblico interessato potrà ritirare l invito a Ca Giustinian (San Marco 1364/a) o al Lido (Bar Al Leone d oro, angolo Palazzo del Cinema lato via Candia) da venerdì 26 agosto pomeriggio fino a martedì 30 agosto (orari 10-13 e 15-19) semplicemente presentando i coupon pubblicati da venerdì 26 a lunedì 29 agosto su Il Gazzettino o La Nuova di Venezia e Mestre (o, per gli abbonati online, esibendo da tablet o smartphone l edizione digitale a pagamento)oppure seguendo le indicazioni pubblicate sul Corriere del Veneto da venerdì 26 agosto a martedì 30 agosto.

· Per informazioni sugli inviti ancora disponibili tel. 041 2726505


RICERCHE AL SUNNY SIDE OF THE DOCS MARKET, LA ROCHELLE, FRANCIA, 20-23 GIUGNO 2016

15.06.2016

Sarò presente al Sunny Side of the Docs market 2016, dal 20 al 23 giugno a La Rochelle, in Francia, per presentare il mio lavoro di ricerche per documentari e altri media. La mia base sarà presso lo stand EDN (European Documentary Network), di cui sono membro, nell'area C17. Chiunque fosse interessato a incontrarmi all'SSD o vuole saperne di più, può scrivermi a questa mail o chiamarmi al 32853146186. Mauro


L'ULTIMA SPIAGGIA DI DAVIDE DEL DEGAN E THANOS ANASTOPOULOS A CANNES 2016!

12.05.2016

A Cannes il documentario italiano sul «Pedocìn» di Trieste

I triestini hanno convissuto così a lungo con il concetto di frontiera che, quando i confini sono scomparsi, se ne sono tenuto uno in spiaggia lungo tre metri tra maschi e femmine. Quel lido anomalo con barriera divisoria annessa, il Bagno Lanterna, sbarca oggi sulla Croisette alla 69esima edizione del festival del cinema di Cannes, nella selezione ufficiale del Fuori Concorso, raccontato nel documentario L'ultima spiaggia di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan. «Quando abbiamo iniziato il progetto spiega Anastopoulos questo muro, che i cittadini difendevano con orgoglio, era quasi folkloristico, l'ultimo d'Europa. Oggi invece è una demarcazione tragica, perché nuovi muri si innalzano a poca distanza da qui, in Slovenia e nei Balcani per fermare l'ondata dei profughi».

Nella vulgata invece di Bagno Lanterna si usa il soprannome di Pedocìn , diminutivo dal dialettismo pedocio , pidocchio, forse perché vi scorrazzavano bambini pidocchiosi, o forse perché nell'alta stagione lo stabilimento arriva a contare 4mila bagnanti, 3500 tra mule (donne) e infanti nella parte femminile, 500 nella parte maschile. Il Pedocìn è un vero saggio dell'essenza di Trieste, con le sue ore slentate e i corpi arrostiti al sole non appena un raggio di sole buca il cielo di lamiera, per dirla con Elio Pagliarani; un luogo carico di viz , l'ironia che si condensa in una battuta come un colpo di fioretto o di frusta. Con le babe , le signore, che giocano a carte e cantano canzoni sconce, secondo una tradizione vuoi per influsso asburgico, vuoi balcanico, vuoi per la bora che scompiglia le teste che le vuole più emancipate di tante altre realtà italiane. Un luogo di mescolanza per cui le differenze sociali si annullano sull'asciugamano e sul lettino, a nudità esibite per un prezzo democratico, un euro. «Il nostro potrebbe essere un film modernista scherza Anastopoulos -. Si va a ritroso e in avanti rispetto alla parte centrale che è quella estiva, condensata in due giornate. L'inizio è di inverno e la fine l'autunno successivo. Ci sono momenti ironici e poetici, il tempo si mescola, diventa ciclico e ritorna».

Anastopoulos è nato ad Atene ma vive nel capoluogo giuliano da otto anni, con moglie autoctona e figlio nato a Trieste. Il suo Correction ha partecipato alla Berlinale nel 2008 e ha rappresentato la Grecia agli Oscar; The Daughter nel 2013 era alla Berlinale e al Festival di Toronto. Del Degan, triestino patocco (cioè nato e cresciuto in città), è al suo primo lungometraggio dopo diversi corti tra cui Interno 9, premiato con il Globo d'Oro e candidato al David di Donatello nel 2004 e Habibi (2011), vincitore del Nastro d'Argento e candidato al Globo d'oro. Entrambi sono approdati all'Ultima spiaggia senza una vera idea di che cosa ne sarebbe scaturito quasi per tenersi in allenamento tra una fiction e l'altra, frequentando il Pedocìn per dodici mesi, dapprima addirittura senza macchina da presa per farsi accettare dagli avventori. «Non avevamo appuntamenti, né personaggi, né una sceneggiatura ben definita; non abbiamo mai stimolato un dibattito. Sono le storie che hanno scelto noi», puntualizza Del Degan.

L'unica regola che si erano dati i due registi era quella di non uscire mai dalla spiaggia, di fare un film corale, caleidoscopico, senza entrare nelle psicologie, senza creare protagonisti assoluti. Il film è un piccolo compendio di umanità, anche razzista e sessista più per frasi fatte che per vera intenzione tra i litigi per una sedia sottratta, il rifocillamento dei gatti, incalzati dai gabbiani. Il passato che rimbomba sempre nelle teste dei più anziani, dagli eccidi nazisti, all'esodo degli istriano dalmati, agli amarcord sulle jugolire (valuta fantascientifica), alle chiacchiere in dialetto stretto puntellate magari da bestemmie in sloveno. Una deriva in chiave frivola di quella che fu la città e il suo territorio circostante tra il 1947 e il 1954, il cosiddetto Territorio Libero di Trieste, diviso di fatto nella zona A, amministrata dal governo militare alleato, e la zona B sotto la Jugoslavia.

«Ogni parte vive questo spazio di separazione come un privilegio da difendere strenuamente», spiega Del Degan. Proprio per questo per girare ci sono voluti due direttori della fotografia, una donna, Debora Vrizzi per il settore femminile, e un uomo, Ilias Adamis, per la parte maschile in modo che i bagnanti non avvertissero interferenze nel godimento pieno di quella separazione.

Sarà perché Trieste è stata il primo porto della psicanalisi in Italia attraverso Edoardo Weiss, discepolo di Freud, o che qui fece il suo laboratorio Franco Basaglia, L'ultima spiaggia si è trasformato in uno specchio della natura umana con le sue distorsioni nel senso di identità nazionale e personale. «Per questo sottolinea Anastopoulos le immagini lasciano spazio a vari approcci, in modo che lo spettatore possa fare combinazioni mentali ed emotive e continuare a creare un film dentro di sé».

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2016-05-12/a-cannes-documentario-italiano-pedocin-trieste-084254.shtml?uuid=ADjlKJG


PROIEZIONE DOCUMENTARIO "LIKE A BULLET" - 10 APRILE - DOMIO, TRIESTE

08.04.2016

Proiezione del documentario LIKE A BULLET AROUND EUROPE domenica 10 aprile alle ore 18.00, presso il Centro di Cultura Anton Ukmar - Miro a Domio, Trieste. Organizzano le sezione dell'ANPI di San Giuseppe, Sant'Antonio in Bosco e di Domio. Presenti la figlia di Anton Ukmar Dunja, lo storico Sandi Volk e Boris Kralj di Koper.


MIPTV 2016, FICTION ITALIANA IN EVIDENZA

02.04.2016

articolo di Paolo di Maira. Quest’anno a Cannes c’è un’interessante novità per l’audiovisivo italiano. Se, infatti, tradizionalmente al MipTv (e certamente al Mipcom) la visibilità del prodotto italiano, quando si riusciva a conquistare, si otteneva grazie al genere d’animazione, quest’anno si lega alle serie televisive, che a loro volta si legano a due nuove iniziative del Mip Tv 2016, in programma dal 4 al 7 Aprile.

Le serie in questione sono le co-produzioni “ Medici, Masters of Florence” (Lux Vide- Rai Fiction- Big Light) e il format italiano di “Braccialetti Rossi” (Palomar –Rai Fiction- -Big Bang Media). A loro diamo spazio adeguato nelle pagine che seguono; qui delineiamo il contesto.

“I Medici” è tra le 12 serie selezionate da una giuria internazionale a partecipare ai MipDrama Screenings: l’evento avrà luogo un giorno prima del mercato, il 3 aprile, quando circa 350 buyers avranno l’opportunità di vedere 15-20 minuti di ciascuna serie. Intervistata da Cinema & Video International, Laurine Garaude, direttrice della divisione televisiva del Reed Midem, ha motivato l’iniziativa con la volontà di soddisfare “la fame di qualità” da parte dei clienti del Mip, e di fornire una ‘guida’ che permetta loro di vedere in anticipo cosa c’è di nuovo.

“Braccialetti rossi”, invece, si situa, comprensibilmente, nella ricchissima offerta di prodotti per ragazzi , che quest’anno sarà enfatizzata dagli Emmy Kids Awards, la cui quarta edizione si svolgerà per la prima volta al Mip Tv. Il format italiano, grande successo di audience nazionale, ha ricevuto la nomination, e se la dovrà vedere con altre 3 serie internazionali. Dovremo aspettare il 5 aprile, nella serata di premiazione, per sapere come andrà a finire.

I due eventi, che ci vedono tra i protagonisti, mostrano qualcosa di interessante, e cioè che l’evoluzione del Mip, da semplice Mercato ad evento più complesso (prove generali di un parallelo Festival della Televisione?), incrocia la qualità del prodotto italiano. Qualità, va sottolineato, strettamente connessa alla formula della co-produzione, così come succede per l’animazione. da:

http://www.cinemaevideo.it/miptv-fiction-italiana-in-evidenza